Le storie ed i "colori" tra i numeri e la Rete

In Netaudit valutiamo i numeri della professione, al fine di migliorarla. Ma scavando tra i numeri, ogni MMG scopre in quel singolo caso, in quella nozione scientifica o psicosociale, in quel servizio specialistico , un mondo di qualità colorate Ebbene, questa sezione di "storie" in netaudit vuole costituire una sorta di "museo" di incontri colorati durante i Netaudit -Avanti con la tavolozza! -Franco Del Zotti, fondatore di netaudit www.netaudit.org - www.rivistaqq.it

Monday, March 17, 2025

Numero aperto e quasi sguaiato

Questo post del Blog (I colori tra i numeri)  avrà un colore grigio.

TITOLO: NUMERO APERTO e QUASI SGUAIATO 
Ho letto che quest'anno non vi sarà test di ingresso in Medicina.  Ovviamente gli insegnanti delle materie pre-cliniche  sono allarmati.  Come faranno le insufficienti aule a contenere una probabile massa  di studenti?

Quando mi iscrissi a Medicina non vi era il  numero chiuso. Al I anno l'impatto delle sale stracolme fu per me scioccanteAvevo pensato, prima di iscrivermi a Medicina,  alla facoltà di Astronomia. Visitai le loro lezioni: vi erano al massimo 20 studenti. Stavo per cambiare. Poi i miei genitori mi avvertirono:  gli osservatori astronomici sono pochi e lontani dalla mia piccola città di provincia.  La beffa venne dopo pochi anni: nella mia città è sorto uno dei centri astronomici più importanti di Italia.

Ma vi è un altro punto che mi preoccupa. Nei primi 6 mesi non vi sarà colloquio, ne' test a crocette ma immagino solo insegnamenti delle materie pre-cliniche.  E poi vi sarà selezione in base ai risultati di queste sole materie.   Certo, i quiz avevano i loro limiti: ma potevano almeno contenere domande di logica e domande sulla comunicazione, argomenti del tutto assenti, si presume, in questi sei mesi.

Si è fatta una scelta opposta a quella della facoltà medica di Mount Sinai a New York. Anche li' non vi sono quiz: li' si tiene conto sia del voto finale al liceo e sia  di un colloquio orale del tutto generale, che esplora le abilità  di ragionamento, di comunicazione e di affettività dello studente. Quindi lì nel primo triennio si insegnano sia le materie pre-cliniche (ma con testi molto meno corposi  che nelle facoltà nostre) sia materie del ramo "humanities":  psicologia della comunicazione, etica, antropologia, ecc. Solo dopo tre anni lì si fa una selezione importante. E si è visto che i laureati dalla Mount Sinai University sono in media più competenti come medici rispetto a quelli delle facoltà mediche tradizionali.

Orbene, questa modalità italica del semestre a mio parere andrà  a penalizzare  soprattutto proprio quei medici , i futuri MMG, che devono avere una preparazione a tutto tondo ( e non solo organicista),  che più va incontro alla crescente necessità di una medicina patient-centred,  bio-psico-sociale, ad una medicina che sappia complementare e a volte contrastare il tecnicismo crescente , a-contestuale, degli algoritmi  e dell'Intelligenza Artificiale. 
Ne' e' da dimenticare che  una solida base generalista e comunicativa  diventa sempre più  necessaria  non solo per i MMG , ma per tutti i medici  


Francesco Del Zotti

 

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